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Schubert Franz
Sonata per pianoforte D 960, Quattro improvvisi op.90
C.Blackshaw
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| recensione di OrsodellaBruma (2026-03-14 11:42:03.0 da 79.20.203.37) |
In "A Moment in Time", Christian Blackshaw torna a Schubert con un'intensità che rifugge l'enfasi e cerca la verità nelle pieghe del silenzio. Gli "Impromptus" D.899 scorrono come pagine di un diario intimo: il primo, dal passo quasi narrativo, apre un mondo di chiaroscuri; il terzo, sospeso su una malinconia luminosa, mostra la capacità del pianista di far respirare ogni battuta senza compiacimenti.
Nella Sonata D.960 Blackshaw trova la sua dimensione più profonda. Il tempo si dilata non per lentezza, ma per lucidità d'ascolto: ogni accordo interroga quanto lo precede e quanto lo segue, in un equilibrio fragile e rigoroso. Il pianoforte, ripreso da Pentatone con una purezza esemplare, mantiene un profilo sonoro stabile e trasparente, che mette a fuoco la logica del fraseggio senza ridondanze.
Ne nasce uno Schubert meditativo, essenziale, che trasforma la fragilità in una forma di resistenza poetica. Blackshaw non interpreta: custodisce. E in questo gesto di cura l'ascoltatore trova una quiete rara, come se il tempo, per un istante, accettasse di farsi contemplare. |
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