recensione di OrsodellaBruma(2025-10-29 12:25:58.0 da 87.16.11.18)
Questa registrazione del "Ein Deutsches Requiem" presenta un'idea di Brahms fondata sulla trasparenza polifonica, un uso misurato dei timbri solistici e una linea interpretativa che privilegia il conforto interiore più che l'enfasi romantica drammatica. Pichon adotta un approccio di ispirazione storicamente informata applicato alla grande musica romantica: linea flessibile, agogica interna e una cura maniacale dei contrappunti e dei piani sonori. Il gesto ritmico è spesso asciutto, il fraseggio punta alla chiarezza delle voci e all'equilibrio tra coro e orchestra; questo trasforma il Requiem in una meditazione raccolta più che in una marcia funebre monumentale. Sabine Devieilhe apporta una limpidezza timbrica e un fraseggio nitido nei passaggi più delicati; Stéphane Degout offre un baritono molto concentrato, lessicalmente misurato. Il coro è trattato come fulcro espressivo: omogeneo, attento all'articolazione e capace di passaggi pianissimi di grande effetto. L'orchestra impiegata segue la tendenza a una tessitura trasparente. La presa del suono è nitida e ben bilanciata: spazio acustico presente ma non dominante, che lascia emergere dettagli armonici e il contrappunto interno senza confusione. L'equilibrio tra palco e ambiente è calibrato per sostenere la limpidezza polifonica.
Nel complesso si rivela una lettura molto interessante.